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    • Co'Bagnoli Staff

      Report Primo Laboratorio Co'Bagnoli   11/05/2016

      Al termine del primo Laboratorio organizzato all'interno del processo di consultazione pubblica Co'Bagnoli, sono state sintetizzate in un report le prime proposte emerse dai tre tavoli di lavoro attivati. Trovate i temi (Ambiente, Cultura e Turismo, Welfare e Servizi) discussi e gli orientamenti emersi dalla discussione nel documento allegato che è stato rivisto e integrato dai partecipanti ai lavori del 16 Aprile 2016. A breve, verranno caricate all'interno delle sezioni dedicate le proposte indicate nel report per aprire la discussione pubblica in vista del Secondo Laboratorio.

      Per commentare e interagire è necessario iscriversi al forum.

      Buon lavoro a tutti! Report Primo Laboratorio Co'Bagnoli.pdf
    • Staff

      Report Secondo Laboratorio Co'Bagnoli   28/07/2016

      Qui trovate il report completo della seconda giornata di consultazione pubblica Co' Bagnoli che si è tenuta il 20 luglio Per commentare e interagire è necessario iscriversi al forum.

      Buon lavoro a tutti!
        REPORT 2a giornata Co'bagnoli.pdf
Stefano Pisani

LA "SIRENA" che RINASCE a Bagnoli.

8 risposte in questa discussione

IL DPCM del 25/05/2016 ha stanziato circa 500 milioni di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle citta' metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia ai quali compete la finanziabilità fino a 40 milioni di euro per progetti relativi a:

a) progetti di miglioramento della qualita' del decoro urbano;

b) progetti di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalita' di interesse pubblico;

c) progetti rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacita' di resilienza urbana;

d) progetti per il potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana, tra i quali lo sviluppo di pratiche del terzo settore e del servizio civile, per l'inclusione sociale e la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano e urbano; e) progetti per la mobilita' sostenibile e l'adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonche' alle attivita' culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati.

Si è parlato tanto di sicurezza, di zone rosse e di salute pubblica. Sarebbe forse il caso di rispolverare l'idea, e mi si perdoni se oso, di un progetto di accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana a BAGNOLI facendo intervenire il Comune di Napoli , con l'apporto del sistema delle piccole-medie imprese locali (sul modello del vecchio progetto Sirena) per un grande progetto di adeguamento sismico ed energetico di tutti i fabbricati in muratura presenti sul territorio di Bagnoli? (il rischio di caduta ceneri comporta la probabilità di incremento dei sovraccarichi in copertura con aggravio di sollecitazioni per le strutture sottostanti).   Il Comune avrebbe così la possibilità di dare immediatezza di intervento provvedendo, primo tra tutti, e quindi anche della stessa Invitalia (secondo il principio che la sicurezza e la salute dei cittadini viene prima di qualsiasi altra cosa)  alla messa in sicurezza ed all'adeguamento/efficientamento energetico di tutti i fabbricati di Bagnoli tagliati fuori dalla perimetrazione SIN.  

(in allegato il link con il decreto e Bando) 

___ ATTO COMPLETO ___dpcm 25-05-2016.html

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la riqualifacazione dell'area di Bagnoli non può prescindere dalla valutazione del rischio vulcanico della zona rossa dei CampiFlegrei e dalla Stesura di un piano di emergenza e delle vie di fuga

il Comune di Napoli, oltre a dotarsi di un piano di protezione civile intercomunale,  potrebbe proporre un progetto nell'ambito del punto  c) progetti rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacita' di resilienza urbana;

STESURA DI UN PIANO DI EMERGENZA DELLA ZONA ROSSA DEI CAMPI FLEGREI: La Legge Regionale n. 21 del 10 dicembre 2003 Articolo 1 si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana del dipartimento della protezione civile – Prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano. Articolo 2 1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale. Bagnoli rientra nella zona rossa dei Campi Flegrei e di questo bisogna prenderne atto ed in vista di una riqualificazione del quartiere, è necessario che si provveda con priorità alla stesura di un serio piano di emergenza. Piano che deve comprendere le attività di prevenzione, quali le ristrutturazioni della statica degli edifici, a partire da quelli di pubblico interesse. La formazione dei cittadini, le prove d’evacuazione, attività legate alla situazione estrema di emergenza vulcanica, quali l’individuazione delle vie di fuga e dei punti di raccolta, la funzionalità degli enti e del personale addetto all’emergenza. Le vie di fuga vanno quindi individuate, ed individuate considerando i flussi di residenti verso i centri di raccolta, prima, e verso i Comuni gemellati per l’accoglienza, poi. Nella fase di individuazione va quindi anche valutata, oltre la fattibilità dell’esistente, anche la necessità di creare nuovi percorsi. Proprio l’abitato di Bagnoli necessita, per le sue peculiarità topografiche, di un ridisegno della viabilità in funzione di un’eventuale evacuazione della popolazione residente. Bisogna tener conto che Bagnoli è praticamente chiusa a nord e a sud da due linee ferroviarie: la tratta Campi Flegrei – Pozzuoli di RFI e la linea Cumana dell’ex SEPSA, ora EAV e, pertanto, risulta quantomeno necessario provvedere ad un piano di emergenza.

a tal proposito il link della protezionecivile

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/rischio_vulcanico_flegrei.wp

da leggere il documento de prof. mastrolorenzo sul supervulcano dei campi flegrei

 

 

il Supervulcano dei Campi Flegrei.pdf

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52 minuti fa, Liliana Coppola dice:

la riqualifacazione dell'area di Bagnoli non può prescindere dalla valutazione del rischio vulcanico della zona rossa dei CampiFlegrei e dalla Stesura di un piano di emergenza e delle vie di fuga

il Comune di Napoli, oltre a dotarsi di un piano di protezione civile intercomunale,  potrebbe proporre un progetto nell'ambito del punto  c) progetti rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacita' di resilienza urbana;

STESURA DI UN PIANO DI EMERGENZA DELLA ZONA ROSSA DEI CAMPI FLEGREI: La Legge Regionale n. 21 del 10 dicembre 2003 Articolo 1 si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana del dipartimento della protezione civile – Prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano. Articolo 2 1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale. Bagnoli rientra nella zona rossa dei Campi Flegrei e di questo bisogna prenderne atto ed in vista di una riqualificazione del quartiere, è necessario che si provveda con priorità alla stesura di un serio piano di emergenza. Piano che deve comprendere le attività di prevenzione, quali le ristrutturazioni della statica degli edifici, a partire da quelli di pubblico interesse. La formazione dei cittadini, le prove d’evacuazione, attività legate alla situazione estrema di emergenza vulcanica, quali l’individuazione delle vie di fuga e dei punti di raccolta, la funzionalità degli enti e del personale addetto all’emergenza. Le vie di fuga vanno quindi individuate, ed individuate considerando i flussi di residenti verso i centri di raccolta, prima, e verso i Comuni gemellati per l’accoglienza, poi. Nella fase di individuazione va quindi anche valutata, oltre la fattibilità dell’esistente, anche la necessità di creare nuovi percorsi. Proprio l’abitato di Bagnoli necessita, per le sue peculiarità topografiche, di un ridisegno della viabilità in funzione di un’eventuale evacuazione della popolazione residente. Bisogna tener conto che Bagnoli è praticamente chiusa a nord e a sud da due linee ferroviarie: la tratta Campi Flegrei – Pozzuoli di RFI e la linea Cumana dell’ex SEPSA, ora EAV e, pertanto, risulta quantomeno necessario provvedere ad un piano di emergenza.

 

a tal proposito il link della protezionecivile

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/rischio_vulcanico_flegrei.wp

 

 

da leggere il documento de prof. mastrolorenzo sul supervulcano dei campi flegrei

 

 

il Supervulcano dei Campi Flegrei.pdf

 

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Credo che la priorità sia la bonifica terra mare per poi procedere al piano di protezione civile in riferimento alla zona rossa per il rischio vulcanico e l'individuazione della via di fuga.

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Il problema e' l'immediatezza insieme alla dotazione finanziaria. Per interrare la linea della Sepsa occorrono anni ed ingenti risorse economiche superiori ai soli 58 milioni di euro disponibili dal Piano delle Periferie. Risarcire il territorio adeguando sismicamente ed energeticamente gli edifici e' un primo, piccolo passo verso la sicurezza dei cittadini ai margini della Bonifica,immersi in una periferia. 

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12 minuti fa, Stefano Pisani dice:

Il problema e' l'immediatezza insieme alla dotazione finanziaria. Per interrare la linea della Sepsa occorrono anni ed ingenti risorse economiche superiori ai soli 58 milioni di euro disponibili dal Piano delle Periferie. Risarcire il territorio adeguando sismicamente ed energeticamente gli edifici e' un primo, piccolo passo verso la sicurezza dei cittadini ai margini della Bonifica,immersi in una periferia. 

è inimmaginabile pensare ad un grande progetto di bonifica e di riqualificazione urbana della zona, pensare ad uno sviluppo tutiristico e non pensare ad un miglioramento tangibile della viabilità della zona. Gli investimenti  dovrebbero essere programmati nel lungo periodo considerando tutti gli aspetti a 360°gradi. 

Il Comune di Napoli è beneficiario del PON Città Metropolitana per 90 milioni di euro che finanzia tra gli altri assi la mobilità sostenibile.

La Regione deve stabilire come spendere i fondi POR FESR 2014-2020 anche lì sono previste ingenti somme per la mobilità.

qui in allegato metto il documento di sintesi del PON Città Metropolitana

SINTESI_PON_METRO_bozza_9_maggio_2016R.pdf

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Leggerai, in un altro mio intervento, le stesse cose che dici tu. Ripeto: il vero problema dell' area  esterna alle mura dell'Italsider e' legato alle condizioni oggettive dei fabbricati: in muratura e con scarsa resilienza. Per i grandi progetti ci vogliono grandi tempi. 

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Eplicito meglio i contenuti della mia proposta: che senso ha investire su di un'area se l'immediato intorno urbano presenta delle criticità in termini di Resilienza e sicurezza? Il buon senso non sempre anima la Politica, ma le scelte programmatiche devono essere condotte per gradi, secondo quello che, a mio modestissimo parere, è l'immediatezza del ritorno di benefici sui cittadini. E' solo per questo che, prioritariamente alle attività di elaborazione di studi sulla nuova viabilità di accesso, vadano rese sicure e confortevoli le case di cooro che, da anni, hanno solo "subito" disoccupazione e promesse. In tal senso l'ipotesi di intervento risarcitorio che, ahimè, data l'imminente scadenza del Bando delle Periferie fissato per il 31 di Agosto del corrente anno resterà soltano ed ancora una chimera.

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