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      Report Primo Laboratorio Co'Bagnoli   11/05/2016

      Al termine del primo Laboratorio organizzato all'interno del processo di consultazione pubblica Co'Bagnoli, sono state sintetizzate in un report le prime proposte emerse dai tre tavoli di lavoro attivati. Trovate i temi (Ambiente, Cultura e Turismo, Welfare e Servizi) discussi e gli orientamenti emersi dalla discussione nel documento allegato che è stato rivisto e integrato dai partecipanti ai lavori del 16 Aprile 2016. A breve, verranno caricate all'interno delle sezioni dedicate le proposte indicate nel report per aprire la discussione pubblica in vista del Secondo Laboratorio.

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      Report Secondo Laboratorio Co'Bagnoli   28/07/2016

      Qui trovate il report completo della seconda giornata di consultazione pubblica Co' Bagnoli che si è tenuta il 20 luglio Per commentare e interagire è necessario iscriversi al forum.

      Buon lavoro a tutti!
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  1. Sono stati un centinaio i napoletani - semplici cittadini, rappresentanti delle associazioni, dell’imprenditoria e della società civile - che hanno voluto partecipare sabato 16 aprile a "Co' Bagnoli", alla prima consultazione pubblica dedicata al rilancio di Bagnoli. La giornata era articolata in tre momenti: la presentazione del piano di rilancio per Bagnoli da parte dei referenti di Invitalia, soggetto attuatore del Piano di Rilancio, il lavoro ai tavoli tematici, l’analisi delle proposte emerse. Molte le questioni che gli abitanti di Bagnoli hanno affrontato: turismo, artigianato, mobilità, ma anche sicurezza, tutela ambientale e  servizi sociali. E’ emersa la necessità di garantire trasparenza e accessibilità dei dati nelle operazioni di bonifica; di preservare le attività presenti sul territorio, anche se in una visione dinamica e di sviluppo; di coinvolgere le competenze locali nella gestione e nella realizzazione dei servizi, oltre che nella valorizzazione delle risorse già presenti in loco e l’integrazione delle stesse nelle previsioni del Piano.Tecnici, medici ed esperti hanno dato disponibilità a prestare la propria opera a titolo volontario per monitorare i danni alla salute provocati dalla fabbrica ai cittadini. Chi non ha potuto partecipare all’iniziativa potrà comunque inviare idee e progetti via mail (cobagnoli@gmail.com), o sulla pagina Facebook “Co'Bagnoli”, o partecipando a questo forum, dove nelle prossime settimane continuerà il dibattito intorno alle proposte emerse in attesa del prossimo appuntamento di consultazione previsto per giugno.
  2. I processi di trasformazione del mondo del lavoro, delle città e degli elementi che le compongono hanno portano e porteranno a nuove esigenze e alla ideazione di modi e strumenti innovativi di produrre e fornire servizi. Affrontare la tematica del welfare è fondamentale per creare un percorso partecipativo finalizzato ad individuare le esigenze e le possibili filiere da coinvolgere nel soddisfacimento di queste. Il welfare urbano e i servizi alla persona, infatti, ricoprono un ruolo essenziale nella creazione di un ambiente e condizioni che favoriscano il benessere di una comunità. L’individuazione dei servizi ritenuti indispensabili per i cittadini che abitano o frequentano uno specifico territorio può essere parallela alla ricerca o allo sviluppo degli strumenti adatti per rispondere agli stessi bisogni.   Il confronto sulle tematiche di welfare municipale e nuovi servizi è particolarmente utile per individuare o generare meccanismi di interazione tra attori diversi e reti tra le risorse locali. In questo modo ci si occupa non solo di garantire i servizi considerati necessari, ma soprattutto di generare circoli virtuosi che incentivino essi stessi lo sviluppo di nuovi servizi, l’occupazione e l’inclusione. Preso atto delle risorse spesso limitate delle istituzioni pubbliche e dell’elevata complessità delle città e delle loro periferie, diventa infatti importante affrontare le sfide maggiori a livello locale, come il degrado o la sicurezza, attraverso una pianificazione strategica e partecipata che possa massimizzare l’efficienza delle risorse.   Le tipologie di servizi suscettibili di essere prese in considerazione sono innumerevoli: partendo dallo sviluppo di servizi online per arrivare alla gestione degli spazi comuni, dall’incremento dei servizi per disabili e anziani fino a quelli culturali. Raccogliere le esperienze e le capacità attraverso l’ascolto del territorio consente, da un lato, di individuare le priorità e, dall’altro, di integrare competenze esistenti in politiche innovative. In questo modo, servizi di welfare municipali generano esternalità positive, creando occasioni di cooperazione, sinergie e reti sociali innovative. Proporre e progettare insieme alle comunità implica, dunque, definire
  3. Valorizzare il patrimonio culturale di un quartiere non vuol dire solo restaurare monumenti, chiese o il patrimonio tangibile, ma riconoscerne il fermento, scovare i talenti, creare percorsi di crescita collettiva e apprendere da questi. Parallelamente, le risorse turistiche sono l’insieme di quelle caratteristiche culturali e naturali di una località che la rendono unica e attraente, che vanno potenziate e sistematizzate per raggiungere il loro pieno sfruttamento.   Il prodotto turistico deve essere inteso come combinazione spaziale di attrazioni, di infrastrutture, delle attività economiche, dei luoghi, delle persone e delle istituzioni formali ed informali, racchiuse in un sistema il cui elemento centrale è la destinazione. Questa diviene dunque raccordo dei due aspetti fondamentali del turismo: l’acquisto di beni e servizi ed il godimento di risorse localizzate. Per il primo campo di azione è necessario schematizzare il comportamento turistico e tradurlo in produttività: attività, servizi, prestazioni d’imprese, per il cui funzionamento è indispensabile l’uso di mezzi e infrastrutture. La maggioranza di queste attività ha una forte connotazione locale e che gode del fermento culturale del luogo. La cultura, intesa come secondo campo di azione, è data da quegli aspetti peculiari che rendono unica una determinata località. La cultura, così largamente data dalla coscienza del luogo e dal legame che i cittadini hanno con quest’ultimo, è il fulcro dei diversi aspetti che attribuiscono alla città un carattere tipico e peculiare, che la identificano agli occhi di chi la abita e a quelli di chi la frequenta, generando la consapevolezza dei beni comuni materiali ed immateriali e del loro potenziale economico. I capitali naturali, sociali o storici dovrebbero essere resi disponibili, tutelati e conservati indipendentemente dalla domanda individuale e dall’appartenenza pubblica o privata perché consento di attivare dei processi complessi ad opera della società civile. Producendo un movimento culturale e costruendo l’identità, favoriscono il dialogo creativo fra i vari saperi e creano una nuova e positiva energia sociale.   È importante per questo generare sinergie tra gli individui sulla base di una visione condivisa di un futuro desiderabile, cercando di valorizzare il capitale culturale comune che da sempre ha caratterizzato uno specifico contesto urbano. Inserendo  tale elemento nella pianificazione urbana e nelle politiche pubbliche, si avrà un approccio culturalmente sensibile; che consentirà l’utilizzazione in chiave strategica dei tratti distintivi delle risorse locali, favorendo lo sviluppo economico e sociale dei cittadini, degli abitanti o dei frequentatori del territorio.
  4. La mobilità connette tra loro le diverse parti e i diversi elementi della città, rendendoli raggiungibili e collegati alle principali vie di comunicazione nazionali e internazionali. Per il ruolo chiave che ricopre all’interno del tessuto urbano e delle infrastrutture, la questione della mobilità passa attraverso un attento lavoro di analisi dei bisogni e di costruzione condivisa degli strumenti, in particolare in un contesto in cui la divisione tra trasporto pubblico e privato è sempre più sottile, come nel caso di strumenti come lo sharing e il pooling.   Negli ultimi anni, la mobilità urbana è aumentata significativamente in ogni parte del mondo. Ciò, tuttavia, non ha ridotto parallelamente le difficoltà di accesso a luoghi e servizi. Al, contrario, secondo UN-Habitat, lo sviluppo orizzontale dei centri urbani ha causato un progressivo aumento della distanza tra zone residenziali e destinazioni funzionali come scuole, ospedali e luoghi di lavoro. Inoltre, il traffico intenso è diventato la regola in un numero estremamente alto di città. La risposta a tali problemi non può risiedere solo nello sviluppo o nel miglioramento di infrastrutture e servizi per la mobilità, ma deve essere integrata di pianificazione finalizzata a ridurre o eliminare le barriere fisiche, economiche e sociali che rendono difficile la mobilità stessa.   A livello internazionale, europeo e nazionale, il nuovo paradigma di riferimento è rappresentato dal concetto di mobilità sostenibile, inteso dalla Commissione Europea come una transizione necessaria da una mobilità individuale principalmente basata sull’uso dell’automobile ad una mobilità basata sugli spostamenti a piedi, in bicicletta e grazie a trasporti pubblici di alta qualità[1].   A livello locale, definire i bisogni e le necessità di mobilità del territorio significa avere a che fare con le necessità quotidiane di chi abita o frequenta un determinato territorio. La natura del tema della mobilità richieda una governance dinamica e integrata, in cui attori istituzionali, della società civile, pubblici e privati ricoprano ruoli diversi e contribuiscano al suo sviluppo. Esempi di soluzioni ormai comuni come bike e car sharing o pooling contribuiscono a chiarire come la collaborazione tra attori diversi possa generare nuove soluzioni. Tuttavia, il tema non si esaurisce nella questione delle modalità di trasporto, ma deve essere declinato in base alle necessità di accessibilità, di riduzione di inquinamento acustico e ambientale, di funzionalità della città o del quartiere.   [1] A Strategic Knowledge and Research Agenda on Sustainable Urban Mobility
  5. Lo spazio pubblico, da intendere non come aspetto proprietario ma come luogo fisico o virale in cui la società si autorappresenta, è uno degli aspetti più importanti di una comunità. Lo spazio pubblico nella realtà urbana costituisce un centro fondamentale di sviluppo sociale, culturale ed economico di una comunità. Per questa ragione, è indispensabile che cittadini, associazioni ed istituzioni siano coinvolti e portati a confrontarsi con la sua definizione e cura.   Lo spazio pubblico può essere definito come “ogni luogo di proprietà pubblica o di uso pubblico accessibile e fruibile a tutti gratuitamente e senza scopi di lucro”[1]. Gli spazi pubblici possono essere aperti (strade, piazze, giardini, parchi) o chiusi (biblioteche, musei, zone di passaggio). In generale, si tratta di luoghi multifunzionali nei quali le attività della città e della comunità si sviluppano: favoriscono lo spostamento e la sosta di mezzi e persone, garantiscono l’accesso a o ospitano attività commerciali e servizi alla persona, rappresentano opportunità per il tempo libero, contribuiscono a promuovere cultura e memoria individuali e collettive. Secondo UN-Habitat, agenzia delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, gli spazi pubblici ben pensati e ben gestiti costituiscono una risorsa chiave per l’economia e la qualità della vita di una città. Essi, infatti, aumentano il valore delle proprietà e la sicurezza, favoriscono coesione sociale e uguaglianza, migliorano salute e benessere dei cittadini e ambiente, contribuiscono a migliorare l’aspetto e l’attrattività della città, incoraggiano soluzioni di trasporto e mobilità sostenibili ed efficienti.   Se l’essenza fisica dello spazio pubblico è data da veri e propri luoghi, la sua dimensione, il suo utilizzo e i suoi significati ne costituiscono la dimensione sociale. La qualità dell’accessibilità, la sicurezza, i suoi limiti (fisici o virtuali) e gli usi che ne vengono fatti contribuiscono a creare un duplice legame tra la città, il paese o il quartiere e chi lo abita o lo frequenta: da un lato, si genera un senso di appartenza della comunità alla città; dall’altro, la comunità stessa svuluppa l’impressione che lo spazio pubblico le appartenga. In questo senso, lo spazio pubblico contribuisce a sviluppare e sostenere il concetto di cittadinanza.   La riqualificazione del patrimonio pubblico dismesso rappresenta un’occasione importante per potenziare e migliorare la qualità dello spazio pubblico urbano. Nel caso di aree dismesse private, è importante che si tenga conto sia delle esigenze ambientali, sia del ruolo e del contesto socio-economico urbano in cui queste si inseriscono[2].   [1] Definizione tratta dalla rivista “Diritto e pratica amministrativa” [2] Carta dello spazio pubblico
  6. Il tema ambientale sarà la questione cruciale dell'azione pubblica dei prossimi trent'anni. Confrontarsi con l'eredità del passato e pianificare le azioni future deve essere quindi una responsabilità comune.   Nel continente europeo, l’urbanizzazione del secolo scorso non ha sempre tenuto conto del consumo di risorse non rinnovabili. Ripensare una città o un quartiere in maniera sostenibile significa quindi tenere conto del consumo del suolo come risorsa finita, della compatibilità dell’uso del suolo stesso, dell’inquinamento delle acque e dell’aria, della vegetazione e della biodiversità in relazione all’utilizzo del territorio stesso. Il fondamentale legame tra ambiente e sviluppo territoriale, così come la governance del legame stesso, si possono sviluppare efficacemente in un’ottica di sostenibilità e approccio integrato, che prenda in considerazione i diversi effetti che un intervento possa avere su uno specifico territorio.   Il tema della questione ambientale in un contesto urbano è declinabile in diversi modi e a diversi livelli. Il cambiamento climatico, considerato la maggiore sfida che i policy-makers si trovano ad affrontare, ha implicazioni economiche, sanitarie, energetiche, alimentari e relative alla sicurezza. Affrontare la tematica questione ambientale significa, poi, definire un sistema di management di uno specifico ecosistema e sviluppare un approccio dinamico di gestione delle risorse naturali locali focalizzandosi sulle necessità naturali e umane, che possa essere riadattato ed integrato da nuovi bisogni o sfide economiche, sociali ed ambientali. Un’ulteriore dimensione della questione ambientale è data dai rifiuti e dal loro smaltimento: oltre ad avere un ruolo importante nelle economie e società contemporanee, i rifiuti hanno incredibili effetti sull’ambiente e sulla salute umana. Infine, l’efficienza dell’utilizzo delle risorse, il consumo e la produzione sostenibili costituiscono un aspetto importante della tematica ambientale.   La relazione tra la dimensione globale e quella locale è, nel caso ambientale, imprescindibile. In contesti urbani, pianificare e agire localmente può comprendere svariate azioni: dalla riqualificazione delle aree verdi al recupero di aree degradate, dalla rivitalizzazione degli edifici alla valorizzazione delle risorse naturali del territorio. Discutere di aspetti ambientali in una specifica città o quartiere rappresenta, infine, uno strumento di coinvolgimento e di responsabilizzazione delle comunità e degli individui che le compongono nei confronti dell’ambiente e del proprio territorio.
  7. Pubblichiamo come ulteriore spunto alla discussione sul #RilancioBagnoli l'intervista all'AD di Invitalia, Domenico Arcuri, uscita oggi su Il Mattino http://www.invitalia.it/site/new/home/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/arcuri-intervista-mattino-bagnoli.html Mattino_intervista_Arcuri_29feb.pdf
  8. Pubblichiamo la lettera inviata dal Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale, Luigi Stefano Sorvino, al Commissario Salvo Nastasi. Autorita_bacino_Regionale.pdf
  9. Pubblichiamo il documento presentato durante la Cabina di Regia del 13 gennaio 2016 dal Movimento Disoccupati 7 novembre. movimento disoccupati 7 novembre_b.bmp
  10. Il parco sul mare

    Pubblichiamo la proposta progettuale, relativa ad una parte del litorale di Bagnoli, elaborata dal Centro Commerciale Naturale di Coroglio e presentata dal dott. Giorgio De Francesco, Presidente della 10 Municipalità di Bagnoli/Fuorigrotta, durante la Cabina di Regia del 13 gennaio 2016. parco sul mare 25 settembre.pdf
  11. Pubblichiamo il position paper presentato dall'Unione Industriali di Napoli in occasione della terza riunione della Cabina di Regia tenutasi a Napoli il 13 gennaio 2016. POSITION PAPER SU BAGNOLI Audizione 13 gennaio 2016 Bagnoli, al di là della sua storia industriale, è un sito inserito in un contesto paesaggistico di immenso valore. Un sito di straordinaria importanza che, ad oggi, dopo 20 anni dalla chiusura del centro siderurgico, non è riuscito ancora ad avviare un vero processo di riqualificazione. Bagnoli è l’emblema di ciò che vuol dire “recuperare una visione prospettica della Campania e del Mezzogiorno, nei prossimi anni, nel quadro di sviluppo complessivo del Paese”. Interventi per Bagnoli sono previsti in uno dei 18 Grandi Progetti della Regione Campania nella programmazione comunitaria 2007-2013, progetto fermo ormai da molto tempo a causa del procedimento giudiziario in corso. E’ necessario porsi il problema delle risorse per l’area di Bagnoli sia sul vecchio ma anche e soprattutto sul nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, per il completamento delle opere e i lavori già avviati. Il PUA, nonostante le sue Varianti, non ha finora avuto efficacia attuativa.    I principali elementi d’incertezza relativi all’area di Bagnoli che rendono difficile la scelta di investimento per un potenziale investitore e che pertanto vanno risolti con urgenza, sono i seguenti quattro: Waterfront e colmata Se si vuole rimuovere la colmata e ripristinare la linea di costa originaria ad essa precedente (così come prevista dalla L. n. 582/1996), è necessario procedere in tale direzione senza indugi. E’ utile però, considerare i costi ed il relativo rischio di inquinamento da sostenere. E’ una questione non di poco conto. Se si vuole, viceversa, conservare la colmata, anche in questo caso è necessario procedere senza indugi per ottenere la modifica della legge n. 582/1996 e mettere la colmata in sicurezza. Le esperienze di Marsiglia, Tel Aviv e Barcellona dimostrano che è possibile utilizzare bene questi spazi che possono diventare una enorme risorsa pubblica. Il Porto e l’approdo turistico L’approdo turistico di Bagnoli potrebbe essere localizzato a Nisida, uno dei luoghi più belli del mondo. Già i Borbone hanno scelto in passato questa zona come la migliore location per il porto. L’area rappresenta un grande valore aggiunto in quanto offre oggi nuove opportunità e prospettive prima impensabili, grazie ai volumi liberati in seguito alla delocalizzazione della Nato. Con i suoi edifici e Porto Paone, Nisida può essere proposta al mercato internazionale come albergo diffuso in concessione pluriennale. Anche il problema del carcere minorile potrebbe essere risolto con la sua delocalizzazione e il reinserimento dei giovani nella società, con un apposito percorso di recupero. Sarebbe opportuno approfondire questa possibilità. La proposta può creare sviluppo e lavoro senza compromettere i valori ambientali. Acciaieria Altra questione irrisolta è quella legata all’acciaieria della vecchia Italsider. Cosa è necessario fare per trovare investitori per un sito in cui resta ad imperitura memoria un oggetto, l’ex acciaieria, di una dimensione tale da poter contenere il 70% di Palazzo Fuga o il Lingotto di Torino? E’ indispensabile decidere come vada riutilizzata questa struttura, che dovrà diventare un hub contenitore attrattore multifunzione. Oggi è solo un contenitore vuoto e inerte. Il Parco L’estensione del Parco, “troppo grande” o “troppo piccolo”, è legata alla problematica dei costi, sia di realizzazione sia di manutenzione. E’ indispensabile fare ulteriori approfondimenti, soprattutto sullo stato del grande progetto, senza voler modificare gli iter amministrativi e le opere già avviate. Altra questione da considerare per il parco, è la distribuzione della sua superficie: sarebbe opportuno razionalizzarla, magari dividendola in 4 o 5 sezioni, ciascuna con le dimensioni di un rilevante parco urbano, con la funzione di separare il nuovo che verrà realizzato, dalle preesistenze degli anni ’50. Gli alberghi previsti, ad esempio, ma vale anche per le residenze, potrebbero essere ubicati in maniera da poter assicurare un’effettiva fruibilità delle risorse paesaggistiche e interagire con parchi, mare e costa, assicurando uno sviluppo verticale di dette destinazioni. Non sono necessari aumenti di volumetria, che il mercato mostra di non poter assorbire. Si consideri che in prossimità dell’area di Bagnoli esistono diverse strutture disponibili, finora senza collocazione - si pensi, ad esempio, alla Nato delocalizzata e al collegio Ciano. Attuare quanto detto sopra significherebbe semplicemente “reinterpretare” quanto è stato approvato in materia urbanistica, riaffermando i relativi principi ispiratori. Potremmo dunque attuare una “piccola rivoluzione”, conservando priorità e quantità complessive, attuando soltanto piccoli cambi di destinazione d’uso rispetto a quelle previste, per ottimizzarle e integrarle rispetto alle specificità del sito. Anche a tal proposito, risulta indispensabile fare degli ulteriori approfondimenti sugli impegni e vincoli già presi nel passato. Un piano urbanistico, in fondo, non è qualcosa di immodificabile: vive in rapporto a una comunità e a un presente in divenire e, dunque, è sempre migliorabile. E’ necessario rendere tutta l’area maggiormente accessibile sia su gomma sia su ferro, per diventare realmente attrattiva per gli investitori prevedendo, ad esempio, il prolungamento della linea 6 della metropolitana. Analogamente, è necessario non disperdere tutto quello già fatto negli anni, anzi, per quanto possibile, metterlo a valore completando interventi già condivisi, ritenuti  prioritari per la necessaria infrastrutturazione complessiva; salvaguardando le opere pubbliche già collaudate, entrate in uso e poi negate alla Città, le opere pubbliche quasi complete, evitando peraltro ulteriori costi di incuria e depauperamento delle opere; dando certezze ed evitando ulteriori oneri alle poche iniziative private già avviate sull’area, come ad esempio il Polo Tecnologico dell’Ambiente - PTA. Una considerazione finale: Bagnoli come Progetto integrato per l’intera area flegrea E’ impensabile progettare lo sviluppo di Bagnoli senza tener presente che quest’area è il cuore dei Campi Flegrei. E’ necessario, dunque, tener conto di una situazione di contesto allargata e collegare le tante eccellenze dell’area flegrea: il Collegio Ciano, Città della scienza, Mostra d’Oltremare, il Parco archeologico di Posillipo, la Grotta di Seiano, l’Anfiteatro Flavio. E’ indispensabile che, una volta fatte, le scelte vengano realizzate con la necessaria tempestività, evitando inerzie e lungaggini burocratiche. L’Associazione è impegnata a fornire ogni forma possibile di contributo in termini di idee e progetti. Grande importanza viene attribuita al ruolo del soggetto attuatore, Invitalia, come “catalizzatore” sull’area di investitori privati: deve occuparsi da subito del Piano/Programma per l’area; quest’ultimo, infatti, risulta propedeutico alla bonifica del sito, ferma per il sequestro dei suoli, ma che costituisce un dovere non più prorogabile nei confronti dei cittadini di Bagnoli.    Napoli, 13 gennaio 2016   position bagnoli 13 gennaio 2016_UnioneIndustrialiNapoli.pdf
  12. Pubblichiamo il documento "I 10 punti per il recupero ambientale e civile di Bagnoli nel rispetto della legge" presentato dall'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, in occasione del terzo incontro della Cabina di Regia tenutosi a Napoli il 13 gennaio 2016. AssisediNapoli_diecipuntiperbagnoli.pdf